Nel tempo trascorso ad ascoltare le Persone di cui mi prendo Cura, una delle narrazioni più dolorose e silenziose riguarda il senso di smarrimento che si prova quando la genitorialità assorbe ogni altro aspetto della vita.
Diventare madre o padre è un cambiamento profondo, ma spesso si trasforma in un copione rigido in cui i desideri, la carriera e i bisogni personali vengono archiviati "a favore della famiglia".
La mancanza di realizzazione personale non è un segno di fallimento. È il sintomo di un incastro relazionale che richiede di essere rinegoziato. E’ una voce che va ascoltata e a cui dare il meritato Spazio di narrazione.
Per comprendere questa dinamica, possiamo immaginare la vita di un individuo come un albero.
I figli e la famiglia sono frutti preziosi, visibili e carichi di significato. Per nutrire questi frutti, l'albero canalizza tutta la sua linfa verso l'alto.
Tuttavia, se l'albero smette di nutrire il proprio fusto e le proprie radici (le passioni personali, lo sviluppo professionale, l'individualità), con il tempo inizierà a indebolirsi. Un albero instabile non può sostenere a lungo il peso dei suoi stessi frutti.
Sacrificare interamente la propria realizzazione personale significa:
Dal punto di vista dell'approccio relazionale, la famiglia è un sistema vivo.
Quando un genitore si annulla, si scrive una trama familiare basata sul debito emotivo implicito: "Io ho rinunciato alla mia vita per te".
Questa narrazione, sebbene mossa da un profondo amore, rischia di gravare sui figli con un peso invisibile: il senso di colpa per la mancata felicità del genitore.
La procrastinazione dei propri progetti personali viene spesso giustificata con la "mancanza di tempo". In realtà, si tratta della paura di rompere questo equilibrio familiare consolidato e di affrontare il giudizio sociale che impone il mito del genitore costantemente sacrificato.
Il lavoro terapeutico che ci renderà protagonisti (uso il plurale per un fattore di co-narrazione individuo/terapeuta) non mira a sottrarre cura alla famiglia, ma a espandere la storia. Non si tratta di scegliere tra sé e i figli, ma di far coesistere queste due dimensioni.
Per iniziare a riscrivere questo capitolo è utile:
La felicità e la realizzazione di un genitore sono il terreno più fertile e sicuro su cui un figlio possa crescere.
Se senti di esserti smarrito all'interno del tuo ruolo familiare e desideri ritrovare la tua voce e i tuoi progetti, ti invito a contattarmi. Presso il mio studio di psicoterapia relazionale a Mestre, utilizzeremo il metodo narrativo per aiutarti a bilanciare la cura dei tuoi cari con la riscoperta della tua realizzazione personale.
Dott.ssa Eva Bassanese
Psicologa Psicoterapeuta a Venezia (VE)
